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Email Outbound7 minuti di lettura

Follow-up: quanti, quando e perché contano più del primo messaggio

Fermarsi al primo messaggio significa rinunciare alla parte più produttiva della sequenza. Quanti follow-up servono e come distanziarli.

Immagine di copertina: Follow-up: quanti, quando e perché contano più del primo messaggio

Il primo messaggio raccoglie meno della metà delle risposte positive di una sequenza ben costruita. È il dato che sorprende di più chi guarda i report per la prima volta.

La ragione è semplice: il momento in cui un messaggio arriva conta quanto il suo contenuto.

Quanti follow-up e con che ritmo

Da tre a cinque messaggi distribuiti su tre o quattro settimane. Oltre il quinto il rendimento diventa marginale e il rischio di reclami sale.

Su LinkedIn il limite è più basso: due follow-up dopo il messaggio iniziale, distanziati di cinque e dieci giorni.

Lavagna in una sala riunioni con una fila di post-it gialli collegati da una linea e due persone in piedi accanto
Una lavagna con i messaggi distribuiti nel tempo

Cosa scrivere nei follow-up

Ripetere il primo messaggio con parole diverse non funziona. Ogni follow-up deve portare un elemento nuovo: un caso studio del settore, una domanda diversa, un dato.

Il follow-up che chiede semplicemente "ha avuto modo di leggere?" è quello con il rendimento peggiore in assoluto.

Il passaggio di canale

Un contatto che non risponde su LinkedIn non è un contatto perso: rientra in una sequenza email, dove può rispondere semplicemente perché lo trova in un momento diverso.

Il multicanale funziona meglio dei singoli canali proprio perché moltiplica le occasioni senza moltiplicare l’insistenza su uno stesso mezzo.

Vista dall'alto di una scrivania con telefono, laptop chiuso, cuffie, quaderno e una tazza gialla
Telefono, laptop e quaderno: i canali sullo stesso tavolo

Domande frequenti

Quanti follow-up su LinkedIn prima di lasciar perdere?

Due dopo il messaggio iniziale, distanziati di cinque e dieci giorni. Oltre il terzo messaggio senza alcuna risposta il rendimento è praticamente nullo e il rischio di essere segnalati sale. Il contatto non viene però scartato: rientra in una sequenza email, dove lo stesso interlocutore può rispondere semplicemente perché lo trova in un momento diverso.

Quanti follow-up mandate prima di considerare chiuso un contatto?

Da tre a cinque messaggi distribuiti su tre o quattro settimane. La maggior parte delle risposte positive nelle nostre campagne non arriva dal primo messaggio, ma dal secondo e dal terzo. Fermarsi al primo invio significa rinunciare alla parte più produttiva della sequenza. Oltre il quinto messaggio il rendimento diventa marginale e il rischio di reclami sale.

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