Perché le email finiscono in spam (e in Promozioni)
Le parole "gratis" e "offerta" non sono il problema. Le tre cause vere per cui una cold email non arriva nella casella principale.

La convinzione che esista una lista di parole proibite sopravvive da vent’anni ed è ormai largamente superata. I filtri moderni valutano reputazione, autenticazione e comportamento dei destinatari.
Le cause reali del cattivo posizionamento sono altre, e sono correggibili.
Le tre cause più frequenti
Nella maggior parte dei casi che analizziamo, il problema sta in uno di questi tre elementi, spesso in tutti e tre insieme.
- Immagini e loghi nel corpo del messaggio
- Link tracciati su un dominio diverso da quello del mittente
- Formattazione che somiglia a una newsletter

Il tracciamento aperture è un costo nascosto
Il pixel di tracciamento richiede il caricamento di un’immagine da un dominio esterno: è esattamente il comportamento che i filtri associano alle email di massa.
Nelle campagne che gestiamo il tracciamento aperture è disattivato. Si perde una metrica ormai poco affidabile e si guadagna in recapito.
Come deve apparire una cold email
Deve assomigliare a un’email scritta da una persona: testo semplice, nessuna immagine, uno o due link al massimo, e spesso nessuno nella prima email.
Il tono promozionale non fa scattare i filtri, ma segnala immediatamente al lettore che si tratta di una comunicazione di massa. Il danno è al tasso di risposta.

Domande frequenti
Le parole "gratis" o "offerta" fanno finire in spam?
Molto meno di quanto si creda. I filtri moderni valutano la reputazione del mittente, il comportamento dei destinatari e l’autenticazione del dominio, non una lista di parole proibite. Detto questo, un messaggio pieno di toni promozionali funziona male per un motivo diverso: chi lo riceve capisce subito che è una comunicazione di massa e smette di leggere. Il danno è al tasso di risposta, non al filtro.
Perché le mie email finiscono nella scheda Promozioni?
Di solito per tre motivi: immagini e loghi nel corpo del messaggio, link tracciati su un dominio diverso da quello del mittente, e una formattazione che somiglia a una newsletter. Una cold email deve assomigliare a un’email scritta da una persona: testo semplice, nessuna immagine, uno o due link al massimo. Con questa impostazione la scheda Principale è raggiungibile nella maggior parte dei casi.
I link nelle email peggiorano il recapito?
Un link su un dominio non riscaldato o su un accorciatore tipo bit.ly sì, e molto. Un link al tuo sito, sullo stesso dominio del mittente o su un dominio con buona reputazione, ha impatto minimo. La regola che seguiamo è: al massimo un link nella prima email, e spesso nessuno, spostando il link nel follow-up quando la conversazione è già iniziata.