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Chimica

Una formulazione migliore non basta, se il cliente non vuole riqualificare la ricetta

Le aziende chimiche che vendono ad altre industrie, intermedi, additivi, prodotti per il trattamento delle superfici o delle acque, si scontrano con un ostacolo preciso. Cambiare una materia prima nella ricetta di un cliente vuol dire rifare prove e omologazioni. Il cliente lo fa solo se ha un motivo forte, e il motivo va trovato con lui.

Settore Chimica

Il punto di partenza

Le criticità che incontriamo più spesso

  • Criticità 1

    Costo del cambio per il cliente

    Sostituire un prodotto in una formulazione richiede test, approvazioni interne e a volte del cliente finale. Senza un vantaggio chiaro non si muove nessuno.

  • Criticità 2

    Decisione tecnica, firma degli acquisti

    Il laboratorio decide se il prodotto funziona, gli acquisti decidono se comprarlo. Se parli solo con uno dei due, la trattativa si ferma.

  • Criticità 3

    Normative che cambiano le formulazioni

    Restrizioni REACH, sostanze in uscita, richieste di prodotti a minore impatto. Sono occasioni enormi, ma solo per chi arriva preparato.

Il metodo nel settore

Come lavoriamo in questo settore

Segmentiamo per applicazione e per formulazione, non per settore generico: chi formula vernici in polvere e chi tratta metalli comprano additivi diversi per motivi diversi. Usiamo come trigger le restrizioni normative in arrivo, le carenze di materie prime e i nuovi impianti. Il messaggio va prima al laboratorio, con un’alternativa tecnica concreta, per esempio un prodotto che sostituisce una sostanza in uscita, e poi agli acquisti quando il campione è in prova. Il primo passo che proponiamo è sempre un campione o una prova, mai un listino.

Con chi parliamo

  • Responsabile R&D o di laboratorio

    Valuta se il prodotto funziona nella sua formulazione. Vuole schede tecniche, campioni e un tecnico con cui ragionare.

  • Responsabile acquisti materie prime

    Cerca fornitori alternativi per sicurezza di approvvigionamento e prezzo. Gli interessano continuità, qualità costante e documentazione.

  • Responsabile regolatorio o HSE

    Deve sostituire le sostanze soggette a restrizione e garantire la conformità. Cerca chi gli propone alternative già documentate.

  • Direttore di produzione

    Guarda rese, tempi di processo e scarti. Un prodotto che migliora il processo trova in lui un alleato.

L’obiezione che sentiamo più spesso

«Nella chimica i clienti si conquistano con anni di rapporto tecnico, non con l’outbound.»

Il rapporto tecnico resta tutto, l’outbound serve a iniziarlo con aziende che oggi non ti conoscono. Il messaggio giusto al responsabile di laboratorio porta a una richiesta di campione, e da lì parte il lavoro del tuo tecnico commerciale. Senza quel primo contatto, quel rapporto non inizia proprio.

Domande frequenti

Domande sul settore

Tutte le domande
  • Come trova nuovi clienti un’azienda chimica B2B?

    Partendo dalle applicazioni in cui il prodotto dà un vantaggio misurabile, e contattando i laboratori delle aziende che usano quel tipo di formulazione. Le restrizioni normative sono uno dei trigger più forti, perché obbligano a cercare alternative.

  • Le restrizioni REACH sono un buon argomento di vendita?

    Sì, se hai un’alternativa pronta e documentata. Un cliente che deve sostituire una sostanza ha un problema con una scadenza, e ascolta chi gli propone una strada già testata. Senza documentazione, invece, è solo un altro messaggio.

  • Ha senso contattare i clienti prima di fiere come Chemspec Europe?

    Sì, per fissare incontri con i laboratori e gli acquisti delle aziende in lista. In fiera la tecnica si discute meglio di persona, e arrivarci con appuntamenti già confermati cambia il ritorno dell’investimento.

Il tuo mercato è nel settore chimica? Parliamone.

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