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Sales Strategy7 minuti di lettura

Setter e closer: cosa fanno e cosa succede se li affidi alla stessa persona

Il setter fissa l'appuntamento, il closer lo porta alla firma. Sono due mestieri. Qui trovi cosa fa ciascuno, dove si perde il passaggio e come capire dove si ferma il tuo flusso.

Piccolo ufficio luminoso di una PMI italiana con due persone che lavorano a scrivanie affrontate, una al laptop e una che scrive su un quaderno

Il setter apre la conversazione e fissa l'appuntamento. Il closer porta quell'appuntamento fino alla firma. Su setter e closer la risposta breve è questa: sono due mestieri, e affidati alla stessa persona di solito non ne funziona nessuno.

Qui trovi cosa fa ciascuno, dove si perde l'appuntamento nel passaggio e come capire se il tuo flusso si ferma a monte o a valle.

Cosa fanno davvero setter e closer?

Il setter cerca il decisore giusto. Ci parla. Capisce quanto basta per sapere se ha senso incontrarsi. Fissa data e ora. Il suo risultato si misura in appuntamenti avvenuti, non in telefonate fatte.

Il closer arriva all'appuntamento già preparato. Ascolta il problema, costruisce la proposta, porta la trattativa alla firma. Il suo risultato si misura in contratti.

Il setter non vende il tuo prodotto. Vende il tempo del closer. Il closer non cerca nessuno. Lavora su quello che il setter gli mette in calendario.

Le due parti si somigliano poco anche nel carattere. Il setter regge i no, uno dietro l'altro, senza prenderli sul personale. Il closer regge le conversazioni lunghe, con più persone al tavolo e una decisione che non arriva in un giorno.

Oggi: scrivi su un foglio il nome di chi fa l'una cosa e di chi fa l'altra. Se il nome è lo stesso, segnalo.

Cosa succede quando una persona sola fa entrambi i mestieri?

Ecco la posizione, e puoi litigarci: una persona che fa setter e closer finisce per non fare bene nessuno dei due.

Il setter vive di ritmo. Tante conversazioni, tanti no, ogni giorno. Il closer vive di preparazione e di ascolto lungo. Sono due ritmi opposti nella stessa giornata.

Poi c'è l'effetto onda. Il commerciale ha una trattativa calda e smette di cercare. La trattativa finisce e il calendario è vuoto. Ricomincia a cercare, e intanto non segue nessuno. Da qui nasce il classico "non abbiamo un flusso costante".

C'è anche un rischio a parte. Se dietro al venditore non c'è una struttura, quando se ne va porta via tutto: contatti, storico, modo di lavorare. Resti con un annuncio da riscrivere. Chi cerca una sola figura per trovare clienti, chiudere e pure fare assistenza, di solito cerca tre stipendi e ne vuole pagare uno.

L'obiezione onesta: con un prodotto semplice e un ciclo di vendita corto, una persona sola può reggere. Appena il ciclo si allunga e il decisore è difficile da raggiungere, no.

Oggi: guarda l'agenda dell'ultima settimana del tuo commerciale e segna quante ore sono andate a cercare nuovi contatti. Se sono quasi zero, il tuo flusso dipende dalle trattative già aperte.

Come si perde un appuntamento nel passaggio dal setter al closer?

Pensa a una staffetta. Il setter corre la sua frazione, passa il testimone, e se il closer non è nella corsia giusta il testimone cade. Nessuno ha corso male, ma la gara è persa.

Il passaggio si rompe in tre modi. Il closer non sa cosa è stato detto. L'appuntamento è fissato con una persona che non decide. Oppure è fissato, ma il contatto aveva detto solo "va bene, mandami qualcosa".

E qui vale una distinzione che da noi è regola. Una risposta positiva non è un appuntamento. Dal 1 maggio al 6 agosto 2026 abbiamo contato 198 risposte positive e 43 appuntamenti prenotati. Se avessimo chiamato appuntamenti le risposte positive, avremmo raccontato un risultato che non esiste.

Il lavoro del setter è anche più stretto di come si immagina. Nello stesso periodo il lead rate vero è stato lo 0,13%, cioè 198 lead su 158.299 contattati. La nostra prima stima a occhio era 0,4%. Sbagliavamo noi, e di parecchio.

Su LinkedIn lo vedi ancora meglio. Alla fotografia del 7 agosto 2026, 481 persone avevano risposto e 109 si erano dette interessate. Interessate, non sedute al tavolo.

Per questo il passaggio ha bisogno di una scheda corta: cosa ha detto il contatto, cosa vuole risolvere, chi altro deve esserci, cosa gli è stato promesso. Quattro righe, non quattro pagine.

Oggi: prendi le ultime dieci risposte positive che hai ricevuto e controlla quante sono diventate un incontro avvenuto. Quel rapporto è il tuo primo numero vero.

Una persona passa un faldone giallo a un collega attraverso la scrivania in un piccolo ufficio
Il passaggio funziona se il closer riceve tutto ciò che è stato detto

Cosa cambia quando gli appuntamenti arrivano davvero?

Cambia il collo di bottiglia. Si sposta, e finisce da te.

Prendi DEMA Robotica Industriale. Prima di lavorare con noi andavano alle fiere in America e a Monaco di Baviera per tirare su pochi contatti all'anno. Quando il canale ha cominciato a funzionare, il nostro lavoro ha cambiato forma: abbiamo dovuto fare lezioni di vendita. Il canale girava. Serviva chi sapeva sfruttarlo. Puoi leggere il caso in casi studio DEMA.

Può andare anche peggio, e lo diciamo noi per primi. L'appuntamento arriva, la firma no. In quel caso il canale ha fatto il suo mestiere e il problema è un altro: saper vendere se stessi.

Sblocchi un collo di bottiglia e se ne apre un altro. È normale. Basta saperlo prima di partire.

Oggi: conta quanti appuntamenti al mese il tuo closer riesce a preparare bene. Se il numero che vuoi supera quello, il problema non è la ricerca dei contatti.

Cosa tenere in casa e cosa affidare fuori?

Il closer di solito resta in casa. Conosce il prodotto, il cliente, il linguaggio del settore. Quella conoscenza non si delega.

La parte di ricerca dei decisori e di fissaggio degli appuntamenti si può affidare fuori. È un lavoro di metodo e di costanza. Se vuoi capire come lo facciamo, guarda acquisizione clienti. Ti troviamo i decisori e te li mettiamo in calendario, con un team dedicato che ti affianca.

Tieni in ordine anche i dati. Un CRM dove il closer legge la storia di ogni contatto evita che il passaggio dipenda dalla memoria di qualcuno. Lo trovi in CRM e sales automation.

Se chiami a freddo, rispetta le regole. In Italia c'è il Registro pubblico delle opposizioni e c'è il Garante per la protezione dei dati personali. Vale per chi telefona e vale per chi affida il lavoro fuori.

Sull'investimento: dipende da quanto è largo il mercato, da quanti canali servono e da quanto dura il lavoro. Il ritorno si valuta con tre dati che hai già o puoi trovare: quanti appuntamenti avvenuti, quanti ne chiudi, quanto vale in media un contratto. L'investimento lo definiamo insieme dopo lo Studio di Fattibilità, non prima.

Oggi: scrivi il tuo close rate medio e il valore medio di un contratto. Senza questi due numeri non puoi dire se un appuntamento in più vale quello che costa.

Un commerciale di spalle alla scrivania legge la storia di un contatto al laptop, con quaderno e tazza gialla accanto
Il closer legge la storia del contatto prima di incontrarlo

Come capisci se si inceppa il setter o il closer?

Guarda il numero in mezzo. Gli appuntamenti avvenuti.

Se sono pochi, il problema sta a monte. È il "non riusciamo a parlare con i decisori giusti", oppure il "marketing genera contatti ma non appuntamenti". Il setter non arriva alle persone che decidono, o il messaggio non apre la conversazione.

Se sono tanti e i contratti pochi, il problema sta a valle. È il "non abbiamo un processo commerciale chiaro". Il closer non ha un metodo ripetibile, o la proposta non dice il valore.

Se non hai nessun dato, parti da lì. Con lo Studio di Fattibilità controlliamo se il mercato regge e cosa manca nel tuo percorso, prima di spendere un euro in più.

Oggi: su un foglio scrivi tre colonne, contatti raggiunti, appuntamenti avvenuti, contratti firmati. Dove il numero cala di più, lavora lì.

Cosa resta da chiarire su setter e closer?

Setter e closer possono essere la stessa persona?

Possono, ma regge solo con prodotti semplici e cicli brevi. Appena la trattativa si allunga, la persona smette di cercare quando chiude e smette di chiudere quando cerca. Il flusso va a onde. Con due mestieri separati ha più possibilità di restare costante.

Cosa deve sapere un closer prima di un appuntamento?

Cosa ha detto il contatto, cosa vuole risolvere, chi altro deve partecipare e cosa gli è stato promesso. Bastano quattro righe. Se il closer parte da zero, il tempo dell'incontro lo spende a rifare il lavoro del setter.

Una risposta positiva vale come appuntamento?

No. Una risposta positiva è un interesse espresso. L'appuntamento è un incontro prenotato e poi avvenuto. Dal 1 maggio al 6 agosto 2026 da noi sono state 198 positive e 43 appuntamenti prenotati. Tieni separati i due conteggi, o il report ti racconta una cosa che non c'è.

Se affido il setting fuori, chi porta la chiusura?

Tu. Noi portiamo l'appuntamento con il decisore giusto. La chiusura dipende dal tuo prodotto, dal tuo metodo e da chi siede al tavolo. Per questo, prima di partire, guardiamo insieme anche cosa succede dopo l'incontro.

Oggi: scegli la domanda che ti riguarda e scrivi la tua risposta in due righe. Quella che non riesci a scrivere è il punto da sistemare per primo.

Prima di cercare un setter, guarda dove si fermano le tue ultime dieci risposte positive. Spesso il flusso non si blocca dove lo cerchi. Se vuoi guardarlo insieme, prenota lo Studio di Fattibilità.

Domande frequenti

Setter e closer possono essere la stessa persona?

Possono, ma regge solo con prodotti semplici e cicli brevi. Appena la trattativa si allunga, la persona smette di cercare quando chiude e smette di chiudere quando cerca. Il flusso va a onde. Con due mestieri separati ha più possibilità di restare costante.

Cosa deve sapere un closer prima di un appuntamento?

Cosa ha detto il contatto, cosa vuole risolvere, chi altro deve partecipare e cosa gli è stato promesso. Bastano quattro righe. Se il closer parte da zero, il tempo dell'incontro lo spende a rifare il lavoro del setter.

Una risposta positiva vale come appuntamento?

No. Una risposta positiva è un interesse espresso. L'appuntamento è un incontro prenotato e poi avvenuto. Dal 1 maggio al 6 agosto 2026 da noi sono state 198 positive e 43 appuntamenti prenotati. Tieni separati i due conteggi, o il report ti racconta una cosa che non c'è.

Se affido il setting fuori, chi porta la chiusura?

Tu. Noi portiamo l'appuntamento con il decisore giusto. La chiusura dipende dal tuo prodotto, dal tuo metodo e da chi siede al tavolo. Per questo, prima di partire, guardiamo insieme anche cosa succede dopo l'incontro.

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