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Automotive e componentistica

La transizione dell’auto sta svuotando portafogli ordini costruiti in trent’anni

Molti fornitori italiani di componenti hanno costruito il fatturato su pochi grandi gruppi automobilistici. Con il cambio di motorizzazioni e piattaforme alcuni codici spariscono, altri arrivano a fornitori diversi. Diversificare clienti o settori non è più una scelta strategica, è una scadenza.

Settore Automotive e componentistica

Il punto di partenza

Le criticità che incontriamo più spesso

  • Criticità 1

    Dipendenza da pochi costruttori

    Quando un Tier 1 o una casa auto sposta una piattaforma, i volumi si spostano con lei e non c’è modo di trattare.

  • Criticità 2

    Componenti legati al motore termico

    Chi produce parti per motori e trasmissioni tradizionali vede ridursi i volumi futuri. Le stesse lavorazioni servono altrove, ma nessuno lo sa.

  • Criticità 3

    Qualifiche e audit pesanti

    IATF 16949, PPAP, audit di processo. Entrare in un nuovo cliente richiede tempo, quindi conviene iniziare prima di averne bisogno.

Il metodo nel settore

Come lavoriamo in questo settore

Lavoriamo su due binari. Il primo resta nell’automotive: Tier 1 e Tier 2 che stanno sviluppando piattaforme nuove e cercano fornitori per famiglie di componenti specifiche. Il secondo porta le tue lavorazioni in settori vicini, come macchine agricole, veicoli industriali e ferroviario, dove la disciplina automotive è un punto di forza. Il messaggio non presenta l’azienda, nomina la lavorazione e lo standard qualitativo, e arriva a supplier development ed engineering per email e LinkedIn.

Con chi parliamo

  • Supplier development o purchasing manager

    Cerca fornitori nuovi per famiglie di componenti. Valuta capacità produttiva, qualità certificata e solidità finanziaria.

  • Responsabile engineering di prodotto

    Decide se il tuo componente regge le specifiche. Spesso è lui a proporre un fornitore nuovo agli acquisti.

  • Direttore acquisti di aziende fuori dall’auto

    Mezzi agricoli, movimento terra, veicoli industriali, ferroviario. Apprezzano un fornitore abituato agli standard automotive, che per loro sono una garanzia.

L’obiezione che sentiamo più spesso

«Nell’automotive i fornitori si scelgono con gare e audit, il contatto commerciale serve a poco.»

Alle gare partecipa chi è già nella lista dei fornitori invitati. Il contatto serve a entrare in quella lista, e lo decide una persona del supplier development che va raggiunta prima che la gara parta. Nei settori vicini all’auto poi il processo è molto più snello, e lì la prima conversazione pesa di più.

Domande frequenti

Domande sul settore

Tutte le domande
  • Come può un fornitore automotive diversificare in altri settori?

    Partendo dalle lavorazioni, non dai prodotti. Stampaggio, lavorazioni meccaniche, trattamenti e assemblaggi che servono all’auto servono anche ad agricoltura, veicoli industriali e ferroviario. Si costruisce una lista di costruttori in quei settori e si contatta chi sviluppa i nuovi fornitori.

  • Funziona l’outbound verso Tier 1 e case automobilistiche?

    Funziona se hai già le certificazioni e un’offerta chiara su una famiglia di componenti. Verso i grandi gruppi i tempi restano lunghi e il contatto va fatto con la persona del commodity giusto. Verso i Tier 2 e i costruttori più piccoli la risposta è più rapida.

  • Ha senso cercare clienti in Germania per la componentistica?

    Sì, la filiera tedesca compra molta componentistica italiana. Serve un interlocutore in azienda che gestisca la trattativa in inglese o in tedesco. I messaggi li scriviamo nella lingua del destinatario.

Il tuo mercato è nel settore automotive e componentistica? Parliamone.

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